“Tornando sul luogo del delit… no incidente.”
Come dicevo ieri, ogni tanto quando le cose non vanno per il verso giusto, sento la necessità di tornare a Costigliole d’Asti, nel luogo dove ho avuto l’incidente. So benissimo che le mie condizioni di salute non potranno cambiare ma il solo fatto di riuscire ad arrivare fin la in via Corrado Bianco 30 e tornare indietro mi da una carica speciale.
Volevo farlo ieri questo giro, una semplice andata e ritorno per la strada più breve, ma poi ho accettato l’invito di Sara per un giro, molto bello in zona.
Il meteo di ieri sera prevedeva per oggi, cielo nuvoloso o coperto, ma per fortuna nessuno è perfetto soprattutto le previsioni del tempo e questa mattina, ecco che cambia tutto e pare che il cielo rimanga sgombro di nubi fino a sera.
In realtà non è andata proprio così perché, è poco dopo mezzogiorno quando il cielo inizia a coprirsi di tante nuvolette bianche e grigiastre, simili a pecorelle o a batuffoli di cotone, intervallati da spazi, il sole quasi scompare e do l’addio alla gioia di pedalare.
2 gradi centigradi la temperatura alla partenza, questa mattina alle 10 e 30, e cerco la strada più corta per raggiungere Costigliole d’Asti, passando per Castellazzo Bormida e Borgoratto Alessandrino, fa freddo, le gambe non girano ed ho una gran voglia di tonare a casa.
Tengo duro, provo ad arrivare a Carentino e nella discesa verso Bergamasco, prendo fiato e coraggio la temperatura sale lievemente e dopo lo strappo di Bazzana arrivo a Nizza Monferrato, la attraverso nella confusione del mattino e proseguendo sulla cosiddetta Asti-Mare, e continuo verso Costigliole d’Asti.
Ecco la prima blanda salita, 1,5 km al 6.5% medio, mentre salgo pianissimo, sento vociare alle mie spalle, e dopo un paio di minuti, un gruppetto di ciclisti mi raggiunge, salutano calorosamente e in un attimo spariscono dalla mia vista.
Termina la salita e svolto a sinistra in direzione della mia meta e come sempre, sosto davanti al cancello del civico 30, mangio qualcosa, ripenso all’accaduto, e guardo con rammarico l’albero che l’ha pagata per tutti, anche se secondo me non aveva nessuna colpa.
Ora devo decidere se tornare per la stessa strada, oppure rientrare per una via alternativa allungando un po’ il percorso.
Ora sto bene, e decido per la seconda opzione.
Via, scendo alla rotatoria e fatta inversione risalgo su viale Corrado Bianco, proprio come quel maledetto 28 giugno 2021 ed arrivato al semaforo svolto a sinistra verso Isola d’Asti e poi a destra su via Valtiglione alias SP456 del Turchino, e con un leggero vento da Est, proseguo raggiungendo Montegrosso d’Asti, Belveglio. Superata Crociera mi fermo un attimo a fotografare Il "dinosauro" un insieme di sedimenti fossili che emerge dal piano di campagna, con forma approssimata di uno strano animale, con gobba da cammello e se si guarda solo la testa assomiglia molto ad una foca.
Proseguo sulla strada di casa, costeggiando il torrente Tiglione che appena dopo Masio, si getta in sponda destra del Tanaro, un folto gruppo di ciclisti arriva dalla direzione contraria alla mia, alzo il pollice della mano sinistra in segno di saluto, molti rispondono, altri intenti a tenere le ruote incollate alla bici che li precede, fanno solo un cenno.
Ho percorso più o meno 80 km e sono arrivato ad Oviglio, vorrei raggiungere casa con almeno 100 km e fatti due conti se vado verso Castellazzo, potrei arrivare a farne circa 93, quindi decido di allungare passando Villa del Foro, Casalbagliano ed il Cristo di Alessandria, ma non bastano ancora.
A Casal Cermelli ci sono con 98 km, mi secca rientrare senza il cento e quindi faccio un salto in campagna, libero le galline, poi compio un largo giro su via Gerbida ormai tutta asfaltata, rientro in paese e non basta ancora, allungo su via Cavour e arrivato a casa sono 101.89, un bel giro Giallo in circa 4 ore.
Il disagio della parestesia alle mani e la scossa alla schiena non sono passati, ma mentalmente, qualcosa è cambiato in meglio.
SEMPREINSELLA!