“… come sono solito fare.”
Bella giornata oggi, piena di sole, con poco vento da NE, temperatura accettabile, non come ieri che si moriva dal freddo. Questa mattina tornando da Alessandria verso casa, la temperatura costante di 4°C segnata sul cruscotto dell’auto, mi incentiva ad uscire in bicicletta.
L’idea sarebbe un viaggio di andata per Costigliole D’Asti percorrendo la strada più breve e con meno salita, una novantina di km in tutto, ma sono indeciso, forse sono troppi, il freddo sottrae energie, e temo di non uscirne indenne.
Non so il perché ma ogni volta che qualche sintomo pregresso dell’incidente si riacutizza, sento la necessità di tornare là, in viale Corrado Bianco 30, dove il 28 giugno 2021 ho cozzato contro alla Panda. A livello fisico non serve a nulla, la parestesia alle mani e le scosse elettriche alla schiena non se ne andranno, ma ogni tanto recarmi sul posto dell’incidente mi da coraggio.
Alle 10 e 30 circa salgo in bici, e squilla il telefono, è l’ora delle chiamate commerciali, continuo a bloccare numeri di telefono fastidiosi ma questi vengono continuamente cambiati e le chiamate arrivano giornalmente.
Non rispondo, avvio il Garmin e sullo schermo compare il nome del chiamante: “SARA”.
Con i guanti invernali cerco di scorrere lo schermo del cellulare per aprire la chiamata, non ci riesco, e il telefono continua a squillare, togliere i guanti è difficile e decido di aprire la chiamata passandomi il telefono sul naso. La cosa funziona e sono in linea con Sara, che vista la bella giornata vorrebbe fare qualche km in compagnia. Accetto e abbandonata l’idea di Costigliole, mi dirigo verso Castelferro.
Malvolentieri percorro la stramaledetta e scassata SP185, dove pare che oggi, si siano date appuntamento tutte le auto della provincia alessandrina, nel punto più critico, dove l’asfalto è proprio malridotto ed io cerco di mantenere la bicicletta sulla linea laterale destra, ecco che senza nessun avviso un grosso fugone blu, delle Poste e Telegrafi, a velocità sostenuta, mi supera passando a pochi cm dal manubrio della bici. Sbando leggermente, lo mando a quel paese ma è già lontano.
Appena posso, lascio questa strada trafficata e scomoda deviando per le 7 vie, tranquille, senza traffico, in poco tempo sono da Sara e si parte per il cosiddetto “Giringiro”, quello che non ha meta, che puoi interrompere in qualsiasi momento, che non mette premura e che fa ugualmente divertire.
Direzione Sud, con la faccia rivolta al sole, poco vento nella schiena, Mantovana, Gaggina, Montaldo Bormida, non volevo fare salita ma pian piano stiamo salendo.
A Trisobbio, svoltiamo sulla bella e tranquilla strada Stanavasso che, asfaltata da poco, circondata da boschetti e prati, da un piacere immenso. Nei pressi della cascina Convento 95, nel prato alla sinistra della strada, un centinaio di bovini razza Piemontese, sono al pascolo, alcuni stesi al sole stanno ruminando, un vero spettacolo.
L’ultimo strappo, veramente duro ci porta in via Rissa, un attimo di sosta e si decide la direzione da prendere e proseguiamo su via Rissa in direzione di Morsasco e poi giù in discesa sulla neo asfaltata via Paniazza, fino a raggiungere la strada di Pontechino, e in poco tempo siamo a Rivalta Bormida, poi Sezzadio.
Accompagno Sara fino al bivio per via della Rampina, dove lei svolta a destra verso Castelferro, io a sinistra punto su Retorto e dopo qualche brivido sulla stramaledetta e scassata SP185, sono a casa anch’io.
Tutto sommato un bel giro collinare fatto con calma, a volte chiacchierando, in questa bella giornata piena di sole, con poco vento da NE, temperatura accettabile, non come ieri che si moriva dal freddo, e quel che più conta, non da solo come sono solito fare.
SEMPREINSELLA